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venerdì 26 aprile 2013

L'ORO DI POLIA Sebastiano B. Brocchi



Titolo: L'Oro di Polia
Autore: Sebastiano B. Brocchi
Editore: Kimerik
Pagine: 279
Prezzo: 16,00







Nicoletta, giovane e affascinante ricercatrice esperta di storia rinascimentale, viene convocata da un milionario canadese stabilitosi da alcuni anni a Ferrara, il quale le rivela di essere entrato in possesso di un libro contenente un'informazione sconvolgente sulla vita, o meglio la morte, di Lucrezia Borgia. Questo non è che l'inizio di una ricerca che attraverso codici, anagrammi e molti colpi di scena, in un viaggio tra alcune delle più belle città d'arte italiane, porterà i protagonisti sulle tracce di un inestimabile tesoro sepolto da secoli.



Un romanzo giallo dal ritmo incalzante nel quale è stato divertente immedesimarsi nei protagonisti durante la loro forsennata ricerca all'inestimabile segreto celato dalla setta di Polifilo e
altrettanto facile è stato vivere con loro i luoghi, i sapori, gli odori e le sensazioni ben rappresentate dall'autore, grazie ad un'accurata e dettagliata descrizione dei luoghi che fanno da cornice alle vicissitudini di Nicoletta, Mr. Deville e il conte Maltraversi da una parte e il commisario Paluan con l'ispettore Scarpante dall'altra.
Ho trovato particolarmente riuscito il personaggio di quest'ultimo, che con i suoi modi impacciati e un umorismo fuori luogo è riuscito senza dubbio a strapparmi più di un sorriso.
La trama segue un percorso che si dirama tra le piazze, le chiese, i vicoli e i cunicoli delle suggestive città di Ferrara, Roma e Catania, soffermandosi attentamente sulle sculture, i bassorilievi, gli affreschi e le opere architettoniche di fondamentale importanza al raggiungimento della "meta".
La "meta" che si rivela essere, come dice l'autore, la comprensione che “solo l'amore può renderci capaci di portare un peso così grande com'è il mistero della nostra vita in questo universo”.
In tutte le pagine si amalgamano perfettamente diversi ingredienti: suspense, segreti alchemici, tesori nascosti, enigmi irrisolti, amori proibiti e amori fraterni, amicizie, complotti e tanto sangue freddo, 
il tutto con l'aggiunta di un commissario alle calcagna a mettere quel pepe in più.
In aggiunta, vengono spesso inserite nel romanzo diverse parti di incisioni in latino e il lettore è spinto a scavare tra le proprie reminiscenze scolastiche per risolvere gli enigmi prima ancora che sia l'autore a farlo.
Colpi di scena a profusione e un finale inaspettato, insomma, lo scrittore ha saputo ben accostare la fantasia nel rappresentare marchingegni complicati, alla precisa descrizione delle opere d'arte che diventano quasi comprotagoniste del romanzo stesso.
È difatti l'arte a celare i misteri dell'Alchimia, per svelarli a chi solo sa guardare a quelle opere con occhi diversi, occhi in grado di andare oltre le apparenze.



“Forse, la parola giusta era "trasporto". L'emozione che si prova, ad esempio, guardando uno di quei film capaci di tenere incollati allo schermo. Stare con Ettore, considerò Nicoletta fra sé e sé, era come  stare di fronte al ritratto dell'uomo perfetto. Un sogno. Non la vita. Ma soltanto una passeggiata sul lungomare al tramonto.”