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lunedì 2 giugno 2014

Le mie poesie #1

Mal d'amore.


Poi mi guardo dentro,
vedo un buio immenso.
Provo vertigini,
brividi,
paura.


Il terrore dentro lo stomaco,
me stessa,
lontana
oscura e ostile.


Il desiderio di braccia salde
in grado di cullarmi,
in ginocchio
fino all'esaurirsi del pianto
al soccombere del dolore.
Del male.


Esiste colui in grado di guardarmi
e nel silenzio più straziante
comunicarmi con un caldo abbraccio
che la vita non è un inferno
se il paradiso si costruisce dentro di sé?



C'è nel mondo un animo lieve
capace di capire questa mente confusa
e questo cuore martoriato?
E infine, abile a tal punto
da guarirmi per sempre da questo mal d'amore.

venerdì 9 maggio 2014

STORIA DI UNA LUMACA CHE SCOPRÌ L'IMPORTANZA DELLA LENTEZZA Luis Sepúlveda






















Titolo: Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza
Autore: Luis Sepúlveda
Traduttore: Ilide Carmignani
Illustratore: Simona Mulazzani
Editore: Guanda
Pagine: 95
Prezzo: 10,00















Le lumache che vivono nel prato
chiamato Paese del Dente di Leone,
sotto la frondosa pianta del calicanto,
sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa,
a nascondersi dallo sguardo avido degli altri animali,
e a chiamarsi tra loro semplicemente «lumaca».
Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome,
e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza.
Per questo, nonostante la disapprovazione delle compagne,
intraprende un viaggio che la porterà a conoscere
un gufo malinconico e una saggia tartaruga,
a comprendere il valore della memoria
e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne
in un' avventura ardita verso la libertà.
Un nuovo indimenticabile personaggio entra
nella galleria di Luis Sepúlveda.
Un'altra storia memorabile, che insegna
a riscoprire il senso perduto del tempo.












La favola si trascina lentamente, molto lentamente, troppo lentamente;
da un autore del suo calibro mi aspettavo qualcosa di più poetico, un concentrato di dolcezza e ideali come nei suoi libri precedenti.
Invece mi sono ritrovata con una storia intrisa di una morale che ammicca all'etica, senza fronzoli e con un finale troppo scontato.













« È questa determinazione a fare di te una ribelle. »




FIGLIO DELLA FORTUNA Anne-Laure Bondoux




Titolo: Figlio della Fortuna
Autore: Anne Laure Bondoux
Taduttore: F. Capelli
Editore: San Paolo Edizioni
Pagine: 206
Prezzo: 15,00


















Un viaggio alla ricerca delle proprie radici e della felicità. Un nuovo, emozionante romanzo dell'Autrice Premio Andersen 2009. Ambientato in un Caucaso degli anni Novanta in preda a guerre post-sovietiche, il romanzo racconta di Galya che salva dall'esplosione di un treno per un attentato terroristico un neonato francese di nome Blaise. Quando il bimbo compie sette anni, Galya e Blaise, che lei chiama Koumail, intraprendono un viaggio per raggiungere la Francia, ritrovare la madre di Blaise e vivere liberi. Il viaggio è avventuroso e imprevedibile, e parallelamente diventa un viaggio iniziatico per  un ragazzo che guarda al futuro e cerca fortuna, che per lui significa destino di libertà.












“Mi chiamo Blaise Fortune e sono cittadino della Repubblica di Francia. È la pura verità.”


Un romanzo dolcissimo con dentro una storia terribilmente triste.
Il viaggio di Koumail è pericoloso, tormentato ed emotivamente carico, ma con la dolcezza di Galya prende tutta un'altra forma, con la sua sfrenata voglia di vivere anche i momenti più pesanti diventano lievi e il suo modo di sorridere e di parlare fa davvero pensare che i miracoli esistono.














“Essere felici è sempre caldamente raccomandato, Monsieur Blaise!”








domenica 2 febbraio 2014

CIAO, TU Beatrice Masini e Roberto Piumini






















Titolo: Ciao, tu
            Indovinami. Scoprimi. Sappimi.
Autore: Beatrice Masini e Roberto Piumini
Editore: Rizzoli
Pagine: 77
Prezzo: 10,00















Viola, quindici anni, manda dei biglietti a Michele, un compagno di classe. Ma non gli rivela chi è.
Michele sta al gioco, prima un po' freddino, poi più coinvolto.
I biglietti diventano sempre più lunghi, sempre più fitti.
E viene il desiderio di incontrarsi.













Questo libro mi è stato consigliato da una persona, a me, cara:
la mia libraia, la libraia di quando ero piccola e alta sì e no un metro e trenta;
ricordo, mettevo i risparmi della paghetta da parte per comprare un libro, e lei raccontava trame e spiegava intrecci, sempre in quel modo magico che le appartiene, da non riuscire a smettere di leggere.
Mi sono appassionata là dentro, in quella magica libreria ci passavo pomeriggi interi a leggere e parlare e ascoltare, o anche solo a sentire quel profumo caldo di libro nuovo, che ti penetra nel naso e si accomoda nel cuore.
E qualche giorno fa, anche se poco più alta di un metro e trenta, con qualche anno in più sulle spalle e molti altri libri nel cuore, sono tornata là, nel mio posto magico da bambina;
constatando con emozione che quel profumo buono c'è ancora, che la mia lei racconta ancora storie, e narra trame e spiega sogni, in quel modo lì che le appartiene e che poi, tutto intorno, non è che fosse cambiato granché.
Così sono tornata a casa con CIAO, TU ed ero già sicura che mi sarebbe piaciuto moltissimo.
L'ho letto in un'ora con il cuore a mille;
è un libro stupendo,  scritto con la debolezza dell'amore e con l'insicurezza che regala la vita nelle prime battute e che a volte, dura per sempre.
Non è un libro da ragazzi, o meglio, non è solo per loro.
È per tutte le persone che sono state innamorate, per quelle che si sono buttate a capofitto in qualcosa che faceva una paura tremenda, e per quelle che hanno già vissuto qualcosa di simile, o per altre, che sognano di viverlo.
Un libro ingenuo, tenue e spontaneo.
Un libro da indovinare, da scoprire e da sapere.













“Io invece so di te le seguenti cose:
che hai il naso un po' storto (botta da piccolo? zuffa alle medie? volo dalla pertica?);
che hai gli occhi color chicco d'uva;
che sei troppo, troppo magro;
che sei tanto, tanto carino.
Mi basta, per adesso.
Certo, ti amo è una parola grossa. Diciamo che ti, e basta.
E adesso indovinami.”










giovedì 23 gennaio 2014

NON TUTTI GLI UOMINI VENGONO PER NUOCERE Federica Bosco






















Titolo: Non tutti gli uomini vengono per nuocere
Autore: Federica Bosco
Editore: Mondadori
Pagine: 287
Prezzo: 17,00

















Avete presente quei momenti della vita in cui qualcosa inizia a non  funzionare, e in un attimo sembra trascinarsi dietro tutto il resto? Ecco, prendete Cristina: per una diabolica serie di coincidenze nel giro di ventiquattr'ore perde il lavoro, la casa e il fidanzato. E se pure non c'è dubbio che certi fidanzati sia meglio perderli che trovarli, scovarne uno decente dopo trent'anni sembra un'impresa più disperata che cercare un lavoro.
Così Cristina si ritrova a vivere con il fratello e i genitori – che da quarant'anni si amano pazzamente e si chiamano fra loro "Cip" e "Ciccetta" –, a dover fare "l'inviata imbranata" in una trasmissione televisiva in diretta nazionale…e, come se non bastasse, a scoprire che il giovane medico del pronto soccorso che sin dal primo momento l'ha folgorata è una meta irraggiungibile.
Nemmeno i consigli di Carlotta, l'amica maestra di yoga e dispensatrice di amorevole saggezza, riescono a impedire che Cristina perda definitivamente il baricentro, infilandosi in una serie di situazioni sempre più complicate. Ma la realtà non è mai come sembra, e la vita le riserva ancora molte, moltissime sorprese…
Perché spesso è necessario andare a sbattere contro il muro delle proprie ambizioni, perdersi nella selva delle proprie paure, fermarsi a riprendere fiato, per scoprire che la felicità è nascosta dove non l'andremmo mai a cercare.
Solo abbandonando ogni certezza si impara a cavalcare l'onda, anziché farsene travolgere… e solo smettendo di cercare finalmente troveremo.
Una galleria di personaggi nella quale ognuno riconoscerà un pezzo della propria vita – da Supplì, gatto obeso e traditore, a pretendenti assillanti e noiosi al punto che indurrebbero al suicidio "anche il pupazzo Carletto dei Sofficini Findus" –; un affilato e appassionato ritratto del mondo di oggi; e, soprattutto, una protagonista capace di farci entrare dentro ai suoi sogni. Reduce da una straordinaria serie di successi editoriali, Federica Bosco ci regala un nuovo romanzo colmo di un'autenticità, di uno humour, di un'energia strepitosamente contagiosi.












Un romanzo da schiantare dal ridere,
mai prima d'ora mi era successo di ridere così a crepapelle per un libro.
Ma non è un libro solo sorrisi e risate, tutt'altro:
mi sono emozionata, arrabbiata e alla fine ho pure pianto.
Per me è stata una piacevole sorpresa aver scoperto questa autrice che con la sua scrittura sciolta e delicata, ma al contempo energica e profonda è riuscita a tenermi incollata lì, fra quelle pagine, dove i personaggi sono autentici e la protagonista a dir poco strabiliante.
Una bella storia, un bel lieto fine, insomma uno di quei romanzi che alla fine lascia leggeri, ma con un peso in più.
Insomma un equilibrio perfetto di emozioni da non  lasciarsi sfuggire.













“"NO! La lavanda gastrica NOOO!!!" penso cercando di divincolarmi, ma i cattivi sono troppi in questo film assurdo e io mi sento troppo stanca per reagire e oppongo meno resistenza di un gomitolo di lana”


“ Entriamo in gelateria dove lo salutano calorosamente chiamandolo per nome e, con tutte le volte che sarà venuto, probabilmente gli avranno dedicato un gusto. Gusto "Che palle!".”











giovedì 14 novembre 2013

Mr GWYN Alessandro Baricco
























Titolo: Mr GWYN
Autore: Alessandro Baricco
Editore: Feltrinelli
Pagine: 158
Prezzo: 14,00














“Mentre camminava per Regent's Park – lungo un viale che sempre sceglieva, tra i tanti -– Jasper Gwyn ebbe d'un tratto la limpida sensazione che quanto faceva ogni giorno per guadagnarsi da vivere non era più adatto a lui. Già altre volte lo aveva sfiorato quel pensiero, ma mai con simile pulizia e tanto garbo.”












Non ci riesco.
Non riesco a smettere di comprare e leggere Baricco.
Forse è diventata un'ossessione, ma giuro, mi manca, quando c'è un altro sul mio comodino, Baricco mi manca.
Questo, poi, è scritto con garbo, è un libro gentile.
Di quelli che una volta finiti ti fanno dire – ancora! –.
Quelle atmosfere ti si appiccicano addosso, non c'è niente da fare.
Basta un attimo;
un certo tipo di luce, un certo tipo di musica e SBAM ti s'incollano proprio dentro.












Due giorni dopo, quando la donna slovena partì, Jasper Gwyn le lasciò una lista da lui compilata di tredici marche di whisky scozzese. – Cosa sono? –, chiese lei. –Bei nomi. Te li regalo.–













domenica 22 settembre 2013

PARLO D'AMOR CON ME Paola Calvetti























Titolo: Parlo d'amor con me Vita e musica tra le mura di Casa Verdi
Autore: Paola Calvetti
Editore: Mondadori
Pagine: 72
Prezzo: 10,00














«Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio»: così scrive Giuseppe Verdi in una lettera. Unica al mondo nel suo genere, la casa di riposo voluta dal grande Maestro - che le destinò la propria eredità - aprì i battenti nel 1902: oggi tutti a Milano sanno dove si trova Casa Verdi, tra le cui mura austere e accoglienti vivono decine di musicisti anziani e non solo.
È in questa casa speciale che Paola Calvetti sceglie di immaginare la vita di Ada, eccentrica cameriera che cova un sogno nel cuore: un personaggio "emarginato" e struggente, come Rigoletto, come Violetta, come tanti altri che Verdi rese immortali nelle sue opere. Muovendosi in punta di piedi, Ada conosce tutti gli ospiti e di tutti "colleziona" le vite ardenti.
Piera, che muove ancora con grazia le mani sul pianoforte, Kimiko, soprano giapponese, Luisa, la famosa Annina che cantò nella Traviata insieme a Maria Callas, Ferro, il violinista gentiluomo che in gioventù spezzò decine di cuori, e gli altri si preparano con trepidazione a una grande festa, e intanto lasciano riaffiorare le proprie passioni non sopite.
Come la musica, che non teme il tempo, come l'amore, che può (ri)nascere anche tra le pareti di Casa Verdi…
Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, Paola Calvetti celebra il Maestro attraverso quella che egli stesso considerava la sua opera più imperitura e insieme dà vita a un libro intenso e inconsueto, che racconta come l'arte sia inestricabilmente congiunta alla vita e possa renderla degna di essere vissuta.









Tra pianoforti e viole, 
fra tenori e soprani, 
la Calvetti, con tenerezza e poesia, ci accompagna all'interno delle mura di Casa Verdi,
dove le vite di molti artisti si sovrappongo con forza e passione per formare un puzzle di suoni e ricordi.
Questo romanzo è un tuffo nell'amore, dove il salvagente è la musica.
Pagine lievi che dicono cose importanti, quasi una partitura musicale che scorre rapida sotto gli occhi e che in testa genera una melodia unica.
Un bel racconto, grondante di semplicità, che scardina il pregiudizio della casa di riposo come luogo di noia e afflizione.
Casa Verdi, infatti, è un inno alla bella musica, intrisa di Opera, dove palcoscenici, sipari e camerini fanno capolino ovunque.
Insieme agli ospiti volteggeranno in Casa Verdi: Violetta, Aida, il buffo Rigoletto, Nabuccodonosor e il Conte di Luna che mischiandosi a loro, sembrano rappresentarne un lato caratteriale.
Davvero un grande omaggio per l'anniversario del Maestro.
Se ci fosse la possibilità, pure io vorrei finire in una casa di riposo così. 





“Musica e memoria: può esistere un impasto più forte a pesare sul cuore?”

“La mattina in cui Ferro venne a sedersi nella mia cucina per la prima volta, il silenzio non ci divideva;
casomai ci univa, come un posto caldo e sicuro in confronto agli spifferi delle parole.”